I love tattoo

lunedì, dicembre 03, 2012

Salve bella gente, ho appena finito di fare la doccia, muoio di fame e mi sono messa alla ricerca di un correttore colorato, perché quello della Essence 3 in 1 non si è rivelato utile per il mio problema, e ne ho addirittura comprato un altro. Magari lo regalerò più avanti quando deciderò di fare un piccolo giveaway. In compenso, girovagando in rete, ne ho trovato uno che sembra buono, della NYX, ed ho deciso di prenderlo sia in arancione che in giallo, perché non riesco proprio a capire di che colore sono le mie occhiaie, sembra un mix. Solo che, ovviamente, il fornitore è in America, quindi dovrò cercare di caricare il Paypal entro oggi, altrimenti non lo vedrò prima di gennaio. Li prenderò dal sito di Cherryculture perché c'è un piccolo sconto rispetto al sito NYX, e, dato che le spese di spedizione non sono poche, sempre meglio risparmiare qualcosina.
Approfitto del fatto che mia nonna mi ha generosamente regalato 50 euro, nonostante io ne avessi chiesti solo venti, così prenderò i correttori e con i soldi che avanzano andrò a farmi la tinta. 

Ora sto pensando se rimettere lo smalto oggi, oppure fare altri due giorni di cura per le mie unghiette, che si stanno un po' indebolendo a furia di usare il solvente.

Bene, ora passiamo al post vero e proprio. Voglio parlarvi di uno dei miei amori: i tatuaggi. 


Già alla tenera età di dieci anni (e mia madre ne è testimone) ho cominciato a rompere le scatole ai miei genitori perché volevo un tatuaggio. Ovviamente a quei tempi, essendo io solo una bambina, non mi presero nemmeno in considerazione; probabilmente pensarono che mi sarebbe passata presto, ma si sbagliavano... oh come si sbagliavano! 
Quando andavo al mare mi capitava spesso di fermarmi a fissare le persone che avevano un tatuaggio, anche se era piccolo o brutto, non mi importava, ne ero completamente affascinata.
Principalmente era per questo motivo che non vedevo l'ora di avere diciotto anni, essendo maggiorenne non avrei dovuto chiedere il permesso ai miei genitori per farne uno, o per lo meno così credevo ahahah. Ma i diciotto passarono e del tatuaggio non si era vista nemmeno l'ombra; ovviamente io ho continuato a stressare i miei genitori, cercavo addirittura di farli sentire in colpa ahahah. Arrivata ai venti è avvenuto il miracolo: mi hanno dato il permesso! 
I miei, e in particolar modo mio padre, non hanno mai visto di buon occhio i tatuaggi, è uno un po' all'antica; non gli è mai piaciuto nemmeno il fatto che io abbia 8 orecchini, ma in fin dei conti su queste cose non sto mai ad ascoltarlo. Mia madre, invece, nonostante fosse contraria, si è dimostrata la più "mansueta" tra i due, e alla fine anche a lei i tatuaggi piacciono; le sarebbe piaciuto farsene uno, un tribale dietro la schiena, ma gliel'ho proibito perché non si può proprio vedere! Ancora oggi sto cercando di convincerla a farsene uno, chissà.
Per riuscire a strapparle il primo sì le avevo detto che mi sarei iscritta all'università, dato che mi stava assillando con 'sta storia di continuare gli studi. Io l'ho accontentata, ci sono andata un giorno e poi mi sono ritirata ahahah La vita universitaria non faceva proprio per me, o per lo meno le università che ci sono qui non mi attiravano molto. 
Comunque, dopo la bellezza di dieci anni, potevo avere il mio tatuaggio, ed ero talmente euforica che non mi sono soffermata nemmeno a studiare il soggetto, come invece faccio ora. Ne avevo visto uno che mi piaceva e avevo portato il disegno al tatuatore.

Ora vi mostro quelli che ho fatto:
29 - 08 - 2008
Questo è il primo. 
Praticamente prima di farlo, a luglio, sono stata al concerto dei Tokio Hotel che si era svolto alle Capannelle, ed ero tornata a casa con un'ustione su metà della schiena, questo perché ho avuto la brillante idea di stare sotto il sole in reggiseno, ma faceva eccessivamente caldo, solo che non avevo pensato alle possibili conseguenze. Per questo motivo ho passato il mese successivo al mare, nel tentativo di riabbronzarmi per poter fare il tatuaggio dietro la spalla, anche perché dopo non ci sarei potuta andare, per ovvi motivi, e non mi andava di restare di due colori differenti.
Il modello l'ho preso da uno dei tatuaggi che ha Bill. Come ho detto avevo parecchia fretta di fare il tatuaggio e, dopo aver visto questo, mi era piaciuto e avevo deciso di usarlo. Se devo essere sincera, se potessi tornare indietro, ci penserei su un pochino di più; non che non mi piaccia, ovvio, ogni mio tatuaggio per me è bellissimo, ma probabilmente avrei scelto un soggetto un pochino più elaborato.
Come ho detto, ho preso in "prestito" uno dei tatuaggi di Bill, ma gli ho fatto apportare qualche modifica, perché non volevo che fosse una copia del suo, l'ho usato come un punto di riferimento. 
Ho scelto le stelle perché mi sono sempre piaciute, e rappresentano me stessa (la stella centrale), circondata dalla mia famiglia e dai miei amici. Ho poi voluto aggiungere Reds perché, oltre ad essere il mio soprannome dai tempi delle superiori, è anche il mio cognome (ovviamente in italiano XD) e ci tengo perché sarò l'ultima della mia famiglia a portarlo.

L'esperienza con il primo tatuaggio è stata esilarante, se ci ripenso adesso. Sono andata allo studio praticamente un'ora prima ed era ancora chiuso, quindi ho continuato a fare avanti e indietro per il centro, cercando di ingannare il tempo. Con me erano venute mia madre e la mia migliore amica, avevo bisogno di sostegno morale, visto che tutti mi dicevano che era un dolore insopportabile, così, nel caso fossi svenuta, mi avrebbero soccorso.
Quando finalmente sono entrata nello studio per poco non mi mettevo a fare i salti di gioia, avevo un sorriso che andava da un orecchio all'altro. Dopo che il tatuatore mi aveva applicato lo stencil, ho chiamato mia madre per farglielo vedere, dato che dentro la stanza non ci stavamo in più di tre e lei era rimasta seduta fuori sulle poltroncine; ricordo ancora il momento in cui ha strabuzzato gli occhi perché il tatuaggio era più grande di quanto avesse immaginato.
Dopo essermi seduta nella poltroncina tutta l'euforia era andata a farsi un bagno, e me la stavo letteralmente facendo sotto dalla paura, ho sudato un sacco ahahah ma alla fine non è stato traumatico come pensavo, tutto sommato il dolore l'ho sopportato bene, a parte nei momenti in cui passava con la macchinetta sull'osso, e lì ho trattenuto tante parolacce.
Una volta finito il tatuaggio pensavo che il più fosse passato, e invece mi sbagliato, perché c'era il mese in cui bisognava curarlo. Ho cominciato alla grandissima comprando la crema sbagliata e stavo rischiando di rovinarlo ahahah senza contare il fatto che mi è preso un colpo quando hanno cominciato a staccarsi le crosticine di colore, e io già stavo nel panico più totale, perché credevo che si sarebbe scolorito, così mi sono affidata a Google per tranquillizzarmi; ancora non sapevo che si trattava del processo di cicatrizzazione. La parte peggiore in assoluto è quando comincia a pizzicare, la eviterei come la peste se potessi, ma purtroppo no se puede. Le cose belle sono dolorose!

08 - 01 - 10
Il secondo è arrivato due anni dopo il primo e, ora che ci penso, sto facendo un tatuaggio ogni due anni.
Questo lo avevo chiesto come regalo di Natale, e mia madre ha tentato fino all'ultimo di farmi cambiare idea, ma quando si tratta di tatuaggi io sono irremovibile.
C'è da dire che quando hanno visto il soggetto, i miei genitori hanno fatto meno storie del previsto, anche perché l'ho dedicato a loro due.
Come per le stelle, ho sempre amato le farfalle, e già da tempo mi balenava in testa l'idea di tatuarmene una. All'inizio doveva essere una croce egizia sul braccio, ma prima di scegliere il soggetto definitivo faccio le prove su photoshop e stampo i tatuaggi per poi appiccicarmeli addosso e vedere come mi stanno; sembrerò pazza ma aiuta molto, si entra molto più nell'ottica.
Esclusa la croce egizia, avevo continuato la ricerca e mi era capitato per caso il disegno di questa farfalla su Deviantart ed è stato amore a prima vista. Ma la sola farfalla mi sembrava un po' povera e, dato che voglio che ogni mio tatuaggio abbia un significato, l'ho fatto diventare una specie di tributo. La farfalla ovviamente rappresenta me e sulle ali ci sono l'iniziale di mia madre e quella di mio padre, che rappresentano le ali.
Solitamente la farfalla dovrebbe significare la ricerca di libertà, e in parte è così, ma per me, principalmente, significa che ho bisogno della presenza dei miei genitori nella mia vita per riuscire ad andare avanti, per riuscire a "volare", sono una parte fondamentale di me.

04 - 01 - 2012
Terzo e ultimo tatuaggio (per adesso), anche questo richiesto come regalo di Natale, ma mia madre mi ha già detto che ho esaurito i miei bonus regali per fare tatuaggi, così i prossimi mi toccherà pagarli di tasca mia.
Inizialmente il soggetto non doveva essere questo, avevo scelto di tatuare una fata e ho cambiato idea poche settimane prima di andare a prendere l'appuntamento per farlo. È tipico, io parto con un'idea e finisco per fare tutt'altro ahahah.
Mi piaceva l'idea di fare un tatuaggio colorato, che non fosse troppo eccessivo, per questo ho chiesto al tatuatore di colorare solo i petali, anche perché lasciati color carne non avrebbero reso.
Ho scelto il ramo di ciliegio perché rappresenta la famiglia, e le due iniziali appartengono a me e mia sorella. Il tatuaggio l'ho fatto principalmente per fare una sorpresa a lei.
A dicembre ha passato un brutto periodo perché ha perso il bambino che stava aspettando, ed io le sono rimasta accanto durante tutto il mese di convalescenza che ha dovuto fare. Teoricamente avrebbe dovuto vedere il tatuaggio solo una volta finito, ma mia madre non sa tenere un segreto ed è andata a dirglielo.
Devo dire che questo è stato il tatuaggio più doloroso che ho fatto fino ad ora, ed è stato un miracolo che non mi sia messa a piangere, ma qualche vaffanculo sottovoce l'ho lanciato. Cioè sapevo che faceva un male cane sul fianco, dato che guardavo e guardo tutt'ora sia Miami Ink che L.A. Ink, ma non pensavo facesse così male. Ho continuato a sentire il dolore per la settimana successiva e, ogni volta che mi abbassavo, sembrava quasi che la pelle mi si volesse strappare.
Fra l'altro la mia intelligentissima madre ha ben pensato di farmi ridere mentre il tatuatore mi stava tatuando e un pezzetto è uscito storto. Cioè io stavo lì e trattenevo il respiro pur di non farlo sbagliare e lei mi fa ridere... e meno male che è uscito solo quel pezzetto.
La guarigione di questo è stata un'agonia, il prurito era davvero insopportabile ed ho finito un intero tubetto di Bepanthenol, cosa che non mi era successa con gli altri due.


Ora sto cercando di mettere qualche soldino da parte per fare anche gli altri, ed ho già una piccola wishlist di tatuaggi ahahah

* Il simbolo dello Yin e dello Yang dietro il collo
* Traümer sulla parte laterale del polso, in comune con una mia amica
* Alles wird gut. È il titolo di una canzone di Bushido che mi piace molto, ed ha anche un bellissimo significato. Vuol dire tutto andrà bene, e per me sarà una specie di promemoria, quando cadrò dovrò avere la forma di rialzarmi.
* Un fiore di loto all'altezza delle fossette di Venere, dedicato a mia madre, perché è riuscita a riprendersi dopo aver avuto il cancro.
* Alien, sul fianco (devo ancora decidere se destro o sinistra) appena sotto la linea del seno.
* Un piccolo panda, questo ancora non so dove vorrei farlo.
* Una fata dietro la spalla destra.

Per ora questi sono quelli che sto progettando, magari cambierò il soggetto, ma di sicuro quello che non cambierà è il numero, che finirà solo con l'aumentare ahahah.

Spero solo di non metterci una vita perché sono in astinenza.
Credevo che questa storia dell'astinenza fosse solo una cazzata, ma ho scoperto che invece è tutto vero. Quando fai un tatuaggio dopo non riesci più a fermarti, e se ce la fai hai una grande forza di volontà, che a me manca. A me capita che, mentre sto facendo un tatuaggio, cominci a pensare già al prossimo; per questo motivo mia madre ha detto al tatuatore che tanto ci saremmo rivisti presto, ormai l'ha capito anche lei e si è messa l'anima in pace ahahah.  Ma di una cosa dev'essere sicura, ovvero che non mi riempirò tutto il corpo di tatuaggi. Ad esempio non me ne vedrà mai sulle mani, sulle gambe o in faccia, sono i tre posti che odio di più. Ed è comunque un bene che io non sia un ragazzo, perché in quel caso sì che mi ci sarei riempita di tatuaggi! Li invidio da morire.


Per chi ha tatuaggi, come me, sa che una delle frasi peggiori da sentire è: e se poi te ne penti? Non pensi a come sarai a ottant'anni? Io me la sento ripetere dopo ogni tatuaggio, come un disco rotto. Tutti a dirmi che tra qualche anno me ne pentirò, che non mi piaceranno più. Posso capire se questo discorso venisse fatto dopo che mi sono tatuata una cazzata, su quello non ci piove, ma ogni mio tatuaggio ha un preciso significato e non me ne potrò mai pentire, e poi con 'sta storia che ha ottantanni sarò tatuata. Certo, sarò la sola ragazza ad avere tatuaggi a ottant'anni! Io dico che sarò difficile trovare un vecchio che non li avrà i tatuaggi, ormai il mondo va così, certe persone dovrebbero aggiornarsi un pochetto.

Ora vi abbandono, devo prepararmi per scuola guida. Bye :)



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