Addio mio piccolo pulcino

lunedì, agosto 04, 2014

La prima volta che ti ho visto è stato in un video che mi ha mandato mia sorella; Pippi era morta da poco e aveva lasciato un grande vuoto dentro ognuno di noi, perché dopo diciotto anni di vita passata fianco a fianco non poteva essere altrimenti. Lo sapevano tutti che non sarei riuscita a vivere senza un animale, perché si percepiva la sua assenza in casa e per me era orribile non vederla più. Poi è arrivato quel video, la tua mamma aveva fatto dei cuccioli e tra questi c'eri anche tu, ti si vedeva appena perché i tuoi fratellini ti schiacciavano sotto di loro, ed io avevo già capito che eri tu quello che volevo, l'unico con il pelo arancione e con quel musino dolce.
Ho dovuto convincere i miei, anche se loro, come me, sapevano che era orribile non avere più un animale domestico, ma la perdita di Pippi era ancora fresca e faceva male.
Sono venuta alcune volte a trovarti, in campagna; potevo prenderti solo quando la tua mamma era lontana, perché c'era il rischio che ti abbandonasse. Quando ti ho tenuto in mano per la prima volta dentro di me è cambiato qualcosa, proprio un calore all'altezza del petto, e in quell'istante ho capito che ti avrei amato incondizionatamente per il resto dei miei giorni.
Eri così piccolo da starmi in una sola mano, un batuffolo di pelo spaventato, che miagolava in cerca della sua mamma, ed io speravo tanto che tu potessi considerare me la tua nuova mamma.
Ho dovuto aspettare che diventassi un po' più grande, e ogni giorno diventavi sempre più bello e il mio amore e il desiderio di averti cresceva sempre di più, sembrava quasi scoppiarmi il petto.
Quando finalmente è arrivato quel giorno non riuscivo più a trattenere la felicità. Siamo venuti a prenderti in campagna di pomeriggio, e ti abbiamo messo dentro la sacca rosa. Tu ed io siamo andati subito in macchina, prima che la tua mamma se ne accorgesse, e mi fissavi con quegli occhioni spaventati. Ricordo che avevi perfino paura delle mie unghie, e avevo dovuto cambiare il colore perché ti apparissero meno minacciose.
Ti ho accarezzato piano la testolina, dicendoti che andava tutto bene, che presto saremmo andati nella tua nuova casetta.
Quando abbiamo raggiunto il veterinario, ho sofferto nel momento in cui ti ha fatto la puntura, e la tua nonnina aveva dovuto stringerti tra le braccia perché volevi scappare via, quel signore e il suo ago proprio non ti piacevano.
Quando il veterinario mi ha chiesto il tuo nome sapevo bene quale dari: Sunshine, perché eri come un piccolo raggio di sole che aveva spazzato via le nubi grigie che ancora ci portavamo dietro dalla morte della nostra Cookie.
Tutti ti hanno fatto i complimenti per quanto fossi bello, e già scappavi quando provavo a farti le foto, ero proprio un piccolo monello. Mi hai fatto passare la prima notte in bianco, perché avevi una gran voglia di giocare e miagolavi di continuo, con quel tuo miu miu adorabile, che mi faceva sciogliere il cuore. Ero e sono tutt'ora follemente innamorata di quei tuoi occhioni, anche se io avrei voluto restassero azzurri ma che sono poi diventati di un dolcissimo color ambra, e rendevano il tuo musino ancora più speciale.
Quando eri piccolo volevi sempre stare con me, avevi imparato ad arrampicarti sulle mie gambe per poterti addormentare sul mio grembo, ed io ero costretta a passare le ore seduta sulla sedia per non svegliarti, e me ne stavo lì a guardarti dormire, e mi sentivo così fortunata nel poterti avere accanto a me.
Eri proprio un piccolo demonietto, nei primi mesi ci hai riempiti di graffi ma nessuno di noi si è mai arrabbiato per davvero, perché sapevamo che era il tuo modo di giocare, ti piaceva fare la lotta, e anche se facevano male non importava.
Era incredibile come crescessi in fretta, nel giro di pochi mesi eri già diventato un ometto, e anche se non mi facevi più le fusa e avevi smesso di dormire nel letto con me, io ti guardavo e non potevo fare a meno di amarti.
La cosa che mi faceva "arrabbiare" era che tu fossi molto più coccolone con gli estranei, ti strusciavi contro di loro e ti lasciavi accarezzare, ormai qui in zona ti conoscevano tutti, e a modo loro avevano imparato a volerti bene, perché nessuno poteva resistere a quel tuo musino.
Cioè che mi fa morire dentro è che ho scelto di portarti via dalla campagna perché sapevo bene che fine avevano fatto i tuoi fratelli, e non volevo che ti succedesse lo stesso, ma il destino è un vero bastardo, e ti ha portato via da me proprio nel modo in cui temevo. Avrei accettato di tutto, perfino zoppo o senza una zampa, non mi interessava, ti avrei amato il doppio, il triplo, ma non così, non doveva andare così.
Non smetterò mai di pensare al fatto che ieri mattina, prima di farti uscire, non ti ho dato il bacio del buongiorno e non ti coccolato, fino a quando tu ti scocciavi e te ne andavi via. Ti ho fatto uscire e basta. Se solo avessi potuto sapere ti avrei portato dentro la prima volta che ti visto tornare in cortile, invece ho preferito lasciarti giocare con la lucertola e quella è stata l'ultima volta che ti ho visto vivo. Mezz'ora dopo ero già riverso per strada, proprio di fronte al nostro cancello e non sopporto che tu stessi rientrando a casa; avrei dovuto venire a cercarti e non l'ho fatto, se solo avessi messo da parte quel che stavo facendo tu saresti ancora qui con me. Spero solo che tu possa perdonarmi.
Quando ci hanno detto che una macchina ti aveva investito io ho sentito il mio cuore farsi in mille pezzi. Sono corsa fuori ed ho pregato che ti fossi fatto solo male, ma quando ti ho visto lì disteso e immobile ho urlato, non mi importava della gente che si era riunita. Ho urlato a mia madre di dirmi che non eri tu, perché non potevi essere tu, non volevo credere che un figlio di puttana, che neanche si è fermato, ti avesse portato via da me.
Quando il tuo nonnino ti ha accarezzato la pancia hai dato gli ultimi cenni di vita, hai voluto regalargli i tuoi ultimi istanti. Io ti ho potuto accarezzare solo quando eri già dentro alla scatola. Ho pregato con tutta me stessa di vederti respirare, ma non ho sentito il tuo cuore battere, sono solo rimasta a guardare le tue zampine sporche di sangue, sapendo che non avrei più potuto farti il solletico.
E ora chi dormirà con me al mattino? Ogni volta che mi svegliavo c'eri tu lì, acciambellato sulla cassettiera, che mi guardavi con un occhietto mezzo aperto. Quando stamattina mi sono svegliata ho pregato di vederti lì e di aver vissuto solo un incubo.
Chi inseguirò per casa per fargli popi popi sulle chiappette?
A chi lancerò le palline di carta stagnola?
Chi verrà ad accogliermi alla porta quando torno tardi?
Chi verrà a darmi i bacini quando piango?
A chi darò il bacio del buongiorno?
Chi correrà a buttarsi dentro la busta della spesa alla ricerca della sua pappa?
Chi resterò a guardare dormire?
A chi canterò la canzone di Sunny il pulcino?
Con chi dividerò la mia colazione?
Chi verrà a farci compagnia sul tavolo durante il pranzo e la cena?
Chi miagolerà al vento quando faceva chiudere le finestre?
Con chi giocherò a nascondino?
Chi mi farà gli agguati e mi morderà i piedi?
Dovevamo fare ancora un sacco di cose insieme, volevo anche portarti di nuovo in spiaggia, perché l'ultima volta ti eri deciso a camminare sulla sabbia, e invece ora non potrò più fare nulla, perché tu non ci sei più.
Avevi solo un anno e quattro mesi, eri solo un cucciolo e avevi tutta una vita da goderti. Siamo potuti stare insieme solo un anno e tre mesi, ma ti giuro, piccolo mio, che ogni singolo giorno con te è stat bellissimo.
Ti chiedo solo scusa, scusa per non essere stata lì e aver impedito che tutto ciò accadesse. Almeno tu scusami perché io non potrò mai perdonarmelo.
Ora, ti prego, sta accanto alla tua zietta e giocate insieme, il mio cuore è lì con voi.
Ti amo pulcino mio, grazie per ogni momento che mi hai donato, non potrò mai dimenticarmene.
Ti prego solo di una cosa, vieni a trovarmi nei sogni, perché voglio darti quell'ultimo abbraccio che non ho potuto darti.
Sappi che la tua mami ti porterà sempre nel suo cuore.

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3 commenti

  1. Mi dispiace tanto... Anche il mio piccolino se ne è andato così, schiacciato da una macchina che correva a tutta velocità. Un abbraccio

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  2. Come ti ho scritto ieri ti sono vicina per quanto mi è possibile, la distanza purtropppo è una merda, non voglio intasarti di sms eccetera ma se hai bisogno: lo sai. Mi sono commossa a leggere tutto ciò, è innegabile l'amore che provi per Sunny, scaturisce da ogni singola lettera o parola, Sunny era troppo bello per stare nello stesso posto dove vivono o sono passati quei bastardi che l'hanno investito. Era troppo bello così la tua Cookie l'ha chiamato con sé, in cielo non ci sono macchine e si può giocare con tutte le palline e le lucertole che si vuole, insieme; sono sicura che si divertiranno e ti guarderanno sempre facendoti arrivare qualche miagolio o qualche fusa per ricordarti che loro anche se non li vedi ci sono sempre per te. <3 Non ti dare colpe, gli unici che si devono sentire delle merde sono quei bastardi che nemmeno si sono fermati, senza un briciolo di cuore, dovrebbe capitare loro la stessa cosa così capirebbero anche di prestare un minimo di attenzione quando si è alla guida e di non pensare "ma tanto è un animale" perchè NON sono solo animali ma ANCHE esseri viventi come noi, con dei sentimenti e in qualche modo sono parte di noi, cosa che sicuramente a loro non importa dato ciò che hanno fatto, ma arriverà il momento che rimpiangeranno i loro errori.
    Ti mando un abbraccio infinito sia a te che alla tua famiglia cognaton. :*

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  3. Ti sono vicina, anch'io ho animali a casa ed è dura vederli andare via...ma non darti alcuna colpa, il destino di ognuno di noi è scritto e non avresti potuto far nulla...è dura, lo capisco benissimo, ma non pensare a "cosa sarebbe successo, se..." Il tuo post è commovente, bellissime parole dedicate al tuo splendido gatto...ormai guardando le sue foto su instagram e sul tuo blog m ero appassionata alle sue scalate sui mobili di casa...Pensa che lui ti sarà sempre vicino...non pensare a come se n'è andato, pensa a tutti i momenti belli che ha vissuto con te, sarà questo il miglior modo di ricordarlo! T mando un grosso abbraccio!

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