La peggiore settimana della mia vita

sabato, ottobre 27, 2012

Tentativo di blog numero... mille? Ogni tanto decido di non demordere, e prima o poi riuscirò a tenerne uno aperto. Questa volta non farò il tipico post di presentazione, ho notato che porta sfiga e poi voglio andare contro corrente, fare l'alternativa... Come bruciarsi quel briciolo di dignità rimasta con una semplice frase.
Passando al fulcro del post, a cui si deve questo titolo tanto simpatico, posso affermare che questa è stata una delle peggiori settimane della mia vita, quelle che ti fanno diventare uno scaricatore di porto che non se ne risparmia una.
Può capitare che una cosa vada male, ci sta, così è la vita, ma ti girano parecchio gli zebedei quando da quella cosa, che si rivela poi essere la punta dell'iceberg, si scatena un effetto domino catastrofico, che ti fa domandare per quale motivo deve accadere tutto a te. 
Personalmente io so il perché, e non scherzo affatto quando dico a mia madre che avrebbe dovuto chiamarmi Sfiga; magari esagero, magari sono io che mi sono fissata troppo sulla cosa tanto da auto suggestionarmi, ma cazzarola! Capitasse una volta ogni tanto, ma qui si va oltre il limite. Evidentemente la mia dea bendata è proprio cecata, oppure fa finta di non vedermi. Comunque sono sicurissima che è successo qualcosa quando sono nata, che ne so... i pianeti erano allineati, mia madre ha rotto un numero spropositato di specchi durante i nove mesi in cui io stavo crescendo dentro la sua pancia, oppure è passata sotto ogni scala che le capitasse a tiro.
Tornando al dunque, dato che stavo partendo verso lidi lontani, la prima tessera del domino è stata l'estrazione del dente del giudizio. I miei mi hanno fatto talmente tanto giudiziosa che mi son sbucati fuori tutti e quattro, storti ovviamente, in modo che io sia obbligata a toglierli. Dopo la prima esperienza traumatica non ero tanto rilassata mentre mi accomodavo sulla poltrona del dentista. Quando ho tolto il primo qui da me c'è stata una tromba d'aria, e se non sbaglio era di venerdì 17; il mio istinto di sopravvivenza mi aveva suggerito di starmene rinchiusa in casa e di sbarrare tutte le finestre, ma ha prevalso la voglia di porre fine a quel dolore che mi aveva tenuta sveglia per quasi dieci giorni. In quel periodo ero talmente strafatta di antidolorifici da sembrare drogata.
Quindi, con la tromba d'aria in corso, io me ne stavo lì sdraiata, in attesa di essere torturata. Ammetto di essermi fatta fare un paio di anestesie in più, ma me la stavo facendo sotto all'idea di sentire il dolore. Dopo una ventina di minuti, in cui la mia gengiva aveva opposto resistenza e non ne aveva voluto sapere di farsi incidere, era finalmente giunto il momento di levare il dente, e che succede? Salta la corrente in tutto il palazzo, olè! In quel momento, dentro la mia testa, sono diventata poliglotta ed ho cominciato a bestemmiare in tutte le lingue del mondo. Abbiamo aspettato cinque minuti nella speranza che tornasse la luce, cosa che ovviamente non è successa, perché ha deciso di fare la sua comparsa solo quando io ero ormai tornata a casa. In tutto il piano nessuno aveva una maledetta pila da prestarci, ed io ero a un passo dallo svenimento, perché temevo che sarebbe passato l'effetto dell'anestesia, così abbiamo dovuto usare la lucetta di emergenza, quella che si trovava sopra la porta. È stata un'esperienza indimenticabile stare lì in piedi, con mia madre che mi reggeva la testa ed io che frignavo, lo racconterò ai miei nipoti.
Questa volta, secondo il mio dentista, la cosa si sarebbe dovuta risolvere nel giro di cinque minuti. Nonostante conosca me e i miei denti da quattro anni è ancora tanto ottimista, ed io mi sono illusa. Ma sì, era il dente di sopra, anche su Google avevo letto che era una passeggiata (sì, ogni volta che devo fare qualcosa prima mi documento su Google, giusto per non avere sorprese). Peccato che io non sono tutti, e i cinque minuti si sono protratti a oltranza, questo perché non posso avere denti del giudizio normali, si perderebbe tutto il divertimento. Oltre a crescere storti devono anche avere le radici storte, una che manda a fanculo l'altra, insomma.
Finita la mia avventura col dente del giudizio è arrivata la settimana del "mangio con la cannuccia perché non riesco ad aprire la bocca", l'unica nota positiva è stata che ho perso un chilo, ma la cosa finisce qui, perché ora torna la sfiga. Quando mi sono azzardata a mangiare qualcosa di un po' più solido di un brodino sono stata punita. Nella mia vita precedente devo essere stata proprio una brutta persona, e ora ne sto pagando le conseguenze. Comunque, mentre stavo masticando ho sentito un piccolo tic, e quando sento quel tic non è mai un buon segno, di fatti mi si era staccato un pezzo di un dente, dente che fra l'altro mi si era già spaccato a metà. Se non si fosse ancora capito prima dei miei trent'anni avrò la dentiera e per questo devo ringraziare mio padre, che mi ha lasciato questa gradita eredità.
Questa sono io a 30 anni
Da sciocca ottimista quale sono (ogni tanto capita), ho pensato che si trattasse di un pezzetto della copertura, quindi niente di grave. Ho preso appuntamento dal dentista e quando l'ha visto ha fatto mmh, che è peggio del tic; quindi il mio "ma sì, non è niente di grave" si è trasformato in un "ma porca miseria!". Ho capito che quando vado lì devo partire prevenuta, pensando al peggio.
Quello che si era staccato, in realtà, non era un pezzo di copertura ma di dente, è stata una gioia immensa sentirlo, soprattutto quando ho comunicato a mia madre che avrebbe dovuto sborsare altri soldi; lei ha fatto le capriole in aria per la contentezza. Morale della favola mi è toccato mettere un perno.
Nel momento in cui sono tornata a casa ed è passato l'effetto dell'anestesia, ho cominciato a sentire fastidio, ma ho immaginato che fosse normale, e che una parte del fastidio dipendesse anche dalle punture. Già, l'ho pensato fino a quando non ha cominciato ad aumentare il dolore, tanto da spingermi a voler prendere una pinza per staccarmi il dente. Ho preso un antidolorifico ed ho lasciato correre... Il secondo giorno è stato ancora peggio, volevo sbattere la testa al muro e porre fine alla mia vita.
Quando l'ho detto al mio dentista mi ha risposto con un "ma è impossibile", e sti cazzi che era impossibile, non avevo passato la notte in bianco perché non sapevo cosa fare.
Il giorno seguente sono andata a controllo, ed è risultato che avevo un granuloma; si può presentare in un cinquanta per cento dei casi, e ovviamente io sono rientrata nella metà degli sfigati. Quindi cura di antibiotico e antidolorifico, per la gioia del mio stomaco.
Non è finita qui, visto che non stavo già abbastanza male mi è venuta anche l'influenza! Mal di testa, dolori a ogni singolo osso del corpo, tosse e naso tappato, che mi costringeva a respirare con la bocca e l'aria fredda aumentava il dolore al dente. Fra l'altro ho finito tutti i fazzoletti che c'erano in casa e ora mi tocca andare in giro armata di scottex.
Non so davvero come abbia fatto ad arrivare viva ad oggi, ero già pronta a chiamare le pompe funebri per ordinare il modello della bara.
Credo proprio che andrò a fare una bella scorta di cornetti e mi ci riempirò dalla testa ai piedi!


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